Halo 2600, quando il feticismo Atari regna ancora

di Andrea Pachetti

Ed Fries ha lavorato in Microsoft per un certo numero di anni, risultando uno dei principali artefici del progetto X-Box. Il fatto che uno come Fries abbia speso diverse settimane del suo tempo a realizzare un remake (o più propriamente un demake[1]) di Halo per VCS, piuttosto che limitarsi a contare i dollari guadagnati, è davvero una gran bella cosa.

La questione diventa ancora più interessante quando ci si accorge che non si tratta un esercizio di programmazione fine a se stesso, ma di un videogioco vero e proprio che funziona davvero bene: certamente dell'Halo originale è rimasta solo una tenue cornice iconografica, ma la giocabilità risulta ottima sotto tutti i punti di vista.

Halo 2600 ricorda a grandi linee un Berzerk[2] superpotenziato, con tanto di scudi e power-up. Gli unici difetti riscontrabili sono la mancanza di un indicatore di punteggio e una certa facilità di fondo: il gioco si risolve circa in una ventina di minuti, compreso il mostro finale.

Nonostante questo, è impossibile pretendere qualcosa in più da un gioco in 4k. Ah, giusto, sì... Quattro Kilobyte. 4096 caratteri. Lo spam che si riversa quotidianamente sui nostri account di posta occupa senz'altro molto più spazio.


Sul forum di Atari Age, Fries descrive approfonditamente la genesi di questa versione di Halo; nello stesso thread è possibile scaricare la rom da provare con l'apposito emulatore, Stella. Per i particolarmente pigri esiste comunque anche una versione in Flash da giocare online, oltre alla pagina ufficiale su Facebook per i fanatici della "condivisione sociale" a tutti i costi.

Concludendo con una considerazione di carattere generale, nel corso di questi anni sono state realizzate una notevole serie di conversioni non-ufficiali per Atari 2600: diversi coin-op che erano rimasti privi del loro omologo casalingo, lo hanno avuto in tempi recenti grazie alla volontà e alle capacità della scena homebrew. Dovendo consigliare qualche conversione tra queste, una sarebbe senz'altro Lady Bug: un piccolo/grande capolavoro (in 16k), considerando l'hardware limitato del VCS.

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[1] Un demake è appunto un remake realizzato su una piattaforma hardware inferiore all'originale, come l'italiano Pushover (Da Amiga a Commodore64, un work in progress).

[2] Parlando di Berzerk, è opportuno segnale in questa sede Berzerk Redux (giunto alla versione 1.10), ottima conversione "quasi" arcade-perfect per C=64 del classico coin-op della Stern.

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