Clark Ashton Smith su "Stampa Sera" (1977-1980)

di Andrea Pachetti

(Fonte: Eldritch Dark)
La letteratura fantastica sarebbe stata sicuramente diversa senza il fondamentale contributo della rivista Weird Tales, appartenente all'epoca d'Oro dei pulp magazines. Dei tre autori principali di Weird Tales, H.P. Lovecraft, Robert E. Howard e Clark Ashton Smith, quest'ultimo in Italia è senz'altro meno noto. Negli anni non ha certo ricevuto l'interesse tributato a Lovecraft, né tantomeno l'eco pubblicitaria della cinematografia che ha dato fama imperitura a Conan, principale creazione artistica di Howard.

Alcuni suoi racconti comparvero su antologie e in appendice a Urania a partire dalla seconda metà degli Sessanta, ma è durante gli anni Settanta che l'interessamento degli editori specializzati si fece più concreto: in particolare, alla fine del 1975, il curatore Carlo Bosco segnalò che Clark Ashton Smith avrebbe fatto parte della collana Saga, per i tipi della MEB. Nell'introduzione al primo volume della serie, Bosco commentò che lo scopo era quello di «valorizzare al massimo un genere letterario che è sempre stato considerato figlio illegittimo della letteratura ufficiale»[1].

(Fonte: Stampa Sera)
In un articolo che rifletteva sulle produzioni fantascientifiche del 1976 il giornalista Bruno Faussone, oltre a commentare le prime due uscite della «piccola casa torinese MEB», segnalò che l'editore aveva «ambizioni per il futuro» e preannunciava «tra le prossime opere "Genius Loci", l'importante romanzo di Clark Ashton Smith», autore che venne definito in quella sede «uno dei grandi maestri della fantasia americana»[2]. La raccolta venne poi effettivamente pubblicata nella collana, assieme ad altri tre volumi (precisamente i nn. 20-29-32-33), tra il 1978 e il 1979.

Ma probabilmente è con l'inclusione di Smith nella Fantacollana della Nord che egli ottenne il maggior successo: il ciclo di Zothique comparve come diciassettesimo volume della serie, nel 1977. Tale ciclo è emblematico dell'intera produzione di questo autore, dato che ne presenta tutte le suggestioni stilistiche: le atmosfere esotiche, inquietanti e decadenti della civiltà al tramonto, che furono ispirazione primaria per il cosiddetto genere della Terra Morente, di cui Jack Vance fu poi l'esponente più illustre.

Ruggero Bianchi, nella sua recensione su TuttoLibri lo descrisse così: «Zotique (sic), l'ultimo continente di una Terra prossima all'estinzione, circondato da oceani che hanno ormai sommerso le altre terre abitate e illuminato da un sole malato e quasi privo di calore, è un luogo al di fuori del tempo che si affida a strutture politiche e socioeconomiche di tipo medioevale o addirittura primitivo»[3].

Proprio al ciclo di Zothique appartengono tutti i racconti che furono presentati nell'inserto vacanze di Stampa Sera durante l'estate del 1977. Ricordiamo che l'uscita di tali inserti era prassi comune dell'epoca: si trattava di supplementi da leggere durante le ferie, alternando notizie leggere, curiosità, giochi d'enigmistica e racconti. Dobbiamo quindi fare un piccolo sforzo d'immaginazione e calarci nella mentalità di un lettore dell'epoca che, tra un cruciverba e l'altro, ebbe la possibilità di leggere su un quotidiano nazionale i racconti suggestivi di quello che veniva presentato enfaticamente come un «maestro dell'orrore».

(Fonte: Stampa Sera)

I racconti, ciascuno spezzato in due episodi, furono La morte di Ilalotha (8-9 luglio), Il giardino di Adompha (15-16 luglio) e Io sono Morthylla (22-23 luglio), corredati dalle suggestive illustrazioni di Virgil Finlay. Non fu questo l'unico rapporto tra Ashton Smith e Stampa Sera: sempre tratto da Zothique, L'abate nero venne presentato in sei puntate, tra il 21 e il 26 novembre dello stesso anno. È possibile notare come tali racconti avessero conquistato anche nel nostro Paese, seppur tardivamente, la loro originaria dimensione pulp, episodica e d'appendice.

(Fonte: Stampa Sera)
L'esperienza venne replicata nuovamente nel 1980: altri due racconti (L'ultimo incantesimo e La partenza di Afrodite) furono pubblicati a tutta pagina il 9 e 24 luglio nella pagina dell'avventura dell'inserto vacanze, presi stavolta dalle succitate pubblicazioni della MEB.

Senz'altro si trattò un'interessante e costruttiva sinergia pubblicitaria tra stampa periodica e libri di genere, al fine di raggiungere il massimo pubblico possibile. Senza ricorrere a un'eccessiva semplificazione, segnaliamo che sarebbe interessante trovare anche al giorno d'oggi iniziative analoghe, piuttosto che contare esclusivamente zoccolo duro degli appassionati e sopravvivere grazie alle pubblicazioni a loro destinate.

Nessuna monografia di Clark Ashton Smith è reperibile a stampa da oltre venti anni: dopo l'uscita di sette volumi per la Fanucci (1987-1990), vi fu una ristampa economica di Zothique sempre per la Nord nel 1992; da allora un immeritato oblio per questo grande del fantastico, un silenzio tombale interrotto solo da uno speciale curato da Piero Guarriello (Ombre dal Cosmo, 1999) per Yorick.

__________
[1] Carlo Bosco, Introduzione a «Creature della luce e delle tenebre» (MEB, Torino, 1975), 7-8
[2] Bruno Faussone, «Fantascienza.» TuttoLibri, anno II n. 13 (3 aprile 1976): 18
[3] Ruggero Bianchi, «L'ultima terra.» TuttoLibri, anno III n. 33 (10 settembre 1977): 9

Nessun commento:

Posta un commento